giovedì 17 settembre 2015

Jarno

Negli ultimi tempi, i pensieri negativi si affollavano in continuazione. Ed ero arrivata al punto di averne abbastanza. Non era solo avere la testa altrove ma ho riscontrato che nei momenti acuti stringevo troppo i denti oppure premevo la lingua forte al palato. Mal di testa no? Certamente. Insomma c'era urgente bisogno di darci un taglio. Ho pensato che avessi bisogno di "un pensiero felice", qualcosa simile ad un mantra per cacciare a pedate le inutili insistenze negative. Che, diciamocelo francamente, cosa risolvono? Nulla. Anzi, incrementano il nervosismo e peggiorano lo stato di salute (non solo mentale). Non ho avuto difficoltà a trovare "il mio pensiero felice". Penso al mio primo cane, Jarno. 
Sembra infantile o penoso associare un mantra ad un cane, ma lascia che te lo racconti.
Lui è arrivato quando mi sentivo più sola e invisibile, l'adolescenza non è mai facile. Quando hai qualcuno di cui occuparti e passare del tempo, ti fa dimenticare cosa ti affligge. Un pò come ora. I cani si sa sono fedeli e ti dimostrano l'affetto che provano. La sua fiducia in me non l'ho ancora incontrata in nessuna persona. E' trista ma è così. Beh, non facciamo troppa filosofia.
Il mio ricordo, tra i tanti, è quando da piccolo correva verso di me (io seduta a terra all'aperto con le gambe incrociate) poco prima di raggiungermi, con un salto si slanciava verso di me per atterrare sulle mie gambe per poi leccarmi il viso. Felicissimo e sicuro nell'atterrare. 
Lui, il mio piccolo sgorbio nero.


mercoledì 9 settembre 2015

Borsa Parigi beige

Ho sentito la necessità di creare qualcosa di "più". Avere un progetto con la P maiuscola. Allora ha pensato di cucire una grande borsa. Ho preso mamma e ci siamo dirette nel paese dei balocchi. Con il mio campioncino di stoffa acquistato su internet, ho cercato ciò che mi occorreva per il progetto e in più ho presto tanti altri materiali per i futuri. Innanzi tutto ci siamo innamorate di un cesto che aveva degli scampoli con stampe ricamate di diversi temi. Dei più belli erano rimasti singoli pezzi e non si poteva comporre il cuscino da entrambi i lati con il ricamo, così abbiam dovuto scegliere. La scelta è ricaduta sul pulmino Volkswagen, lo stesso che anni fa mio padre aveva restaurato. Per il resto abbiamo scelto una stoffa rossa in tinta al pulmino. E' un 45x45, ho fatto la prova con un cuscino più piccolo, nella foto si nota che non è proprio pieno. Niente cerniera e niente bottoni, ma una tasca dove infilare l'anima del cuscino. Semplice e veloce.


Ma veniamo alla borsa. La stoffa è a tema Parigi con Tour Eiffel, borsette, targhette su uno sfondo beige. Quindi ho acquistato: della ecopelle dorata che ho utilizzato per il fondo (che purtroppo ho dimenticato di fotografare), i manici e per il gancetto all'interno; fodera interna sul beige un pò più scuro con cui ho creato anche le tasche; 2 cerniere; il gancio; e le tele di rinforzo.
Ho impiegato più tempo di quel che credevo, più che altro dovuto anche alle incertezze del nuovo progetto e senza poter seguire delle istruzioni precise, c'era da valutare ogni piccolo intoppo. Perchè nonostante tutto un errore stupido l'ho dovuto fare, fortuna che l'ho recuperato senza conseguenze per la borsa. C'ho rimuginato per un giorno interno....che precisina eh? Qual era l'errore? Un manico faceva un giro su se stesso e me ne sono accorta tardi. C'è il detto che dice "Non è mai troppo tardi".
Ed eccola qui in tutto il suo splendore parigino (35x30x10):


Che ne pensi?
Non è perfetta ma è unica perchè è cucita a mano.

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